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Le Anfore di Capomulini

Mulino Santa Maria la Scala

Luogo: Capomulini (CT)

Immersione: Sabbia e roccia lavica

Brevetto: Tec

Profondità: 50/70 mt

Flora e Fauna: Aragoste, Murene, Gronchi, Scorfani

Note: immersione dal Gommone (Foto Giovanni Laganà)

Le Anfore di Capomulini rappresentano un sito d’immersione localizzato di fronte al borgo marinaro di Capomulini, frazione di Acireale, a pochi chilometri da Catania e meta preferita dai turisti per la sua collocazione a picco sul mare.

Dopo la navigazione di circa 20 minuti, durante la quale è possibile apprezzare il litorale che da Catania oltrepassa Aci Trezza – luogo dei racconti più famosi di Giovanni Verga - l’ormeggio viene assicurato su un fondale ad elevata profondità o, in alternativa e se presente, sul pedagno posto alla profondità di circa 6 mt. collocato dai Diving Center autorizzati.

Ed infatti, trattandosi di relitto posto sotto tutela archeologica, il Diving Center Jonio Pro-Dive Catania, dispone dei Nulla Osta rilasciati dalla Sovrintendenza per i Beni culturali e Ambientali del Mare e dalla Capitaneria di Porto di Catania che consentono di effettuare immersioni guidate altrimenti interdette.
Il sito, fra i più ricercati dell’intera Sicilia, giace su un fondale compreso fra i 55 metri ed i 70 mt ed è caratterizzato dalla presenza di centinaia di anfore, di 5 tipologie diverse, contenenti probabilmente vino e databili fra la fine del II secolo a.C. e la metà del I secolo a.C.
E’ inutile dire che le immersioni sono consentite solo a subacquei possessori di brevetti tecnici idonei per il raggiungimento di quelle quote.
Segnalato nel 2009 e completamente rilevato nel 2016, raggiungerlo era un privilegio per i pochissimi subacquei competenti ed esperti i quali, attraverso il loro patrimonio di conoscenza subacquea e fotografica, hanno cooperato con la Soprintendenza del Mare che, a sua volta, ha definito la caratterizzazione e lo stato di conservazione del giacimento archeologico.
Dopo anni dalla sua scoperta, è stato possibile verificare che il carico di anfore si mantiene abbastanza integro, come anche tutti gli elementi in piombo delle ancore e la tubazione plumbea relativa alla pompa di sentina lunga ben 4 metri, che sono rimasti nella stessa posizione di giacitura riscontrata nel 2016.
Il relitto, con verosimile certezza, è quello di una grande nave affondata probabilmente a seguito di condizioni meteo marine avverse. Durante l’affondamento la nave si capovolse - così come tutti i manufatti - e questo non ha permesso al materiale ligneo di resistere agli agenti marini.
Osservando la disposizione, la forma e le dimensioni del cumulo, composto da circa 400 anfore di varia fattura, si stima che la nave fosse lunga circa 20m.
Ad una estremità del cumulo - quella che dovrebbe essere la posizione della prua – sono visibili le ancore di piombo e le contromarre, mentre nell’altra estremità - probabilmente la poppa - sono presenti dei tubi (forse usati per la sentina) e delle tegole. Le anfore di varie forme sono divenute un rigoglioso substrato per animali sessili e non e quasi ognuna di esse è ormai diventata nascondiglio per scorfani, gronghi, murene ma soprattutto aragoste.
Certo, la collocazione del sito ma, in particola modo, la presenza di corrente, non sono condizioni sempre ideali per affrontare il tuffo e, per tale motivo, può capitare che, in presenza di condizioni non ottimali, l’immersione possa essere anche interrotta.

 Ma quando ci si ritrova lì, circondati da più di Duemila anni di Storia che il Mare gelosamente custodisce, gli occhi e le menti sono pervasi da una dimensione diversa, spesso indescrivibile.

Contatti

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